mercredi 8 juin 2011

Mendoza

Raccontando Mendoza

Cinque racconti narrano storie ed episodi vissuti a Mendoza

- Aconcagua, dama delle Ande
- Relax e... buon appetito!
- L'incontro con un Condor, o forse no..
- Alta montaña
- Ford Perkin: sogno proibito


Aconcagua, dama delle Ande

Dall'alto dei suoi 6962 m.s.m l'Aconcagua domina tutte le cime della catena montuosa andina. E' inoltre la montagna più alta all'infuori del continente asiatico.
Per fascino si fa preferire da molte sorelle minori che compongono la grande famiglia della cordigliera. Più snelle, disinvolte ed eleganti, ma lei è la più alta, la più ricca. La più importante. E questo la fa diventare la più desiderata.
L'Aconcagua è donna timida, nascosta e lontana dai bagliori delle città circostanti e quindi da uomini (e donne) alla ricerca di un po' di Gloria. Spesso un velo bianco le ricopre e nasconde il viso, la parte culminante.
Gente da tutto il mondo viene alla sua conquista. Il raggiungimento della vetta richiede pazienza, diversi giorni d'ascensione, ma non presenta grandi difficoltà tecniche; la sua riservatezza respinge pochi avventurieri. Per la verità esiste pure una via più impegnativa, più diretta, per pochi uomini. Quelli che non giungono in vetta, o tornano indietri o restano in parete, per sempre.
Il primo a conquistarla, si dice, fu uno svizzero, un Zurbriggen di Saas Fee, nel 1897. Da lì in poi, dopo 114 anni di vittorie e sconfitte, gioie e dolori, continua a sedurre. Lei, la dama delle Ande.


Relax e... buon appetito!

Una giornata di lusso... la prima, ma spero non l'ultima di questo nostro viaggio.
Il trasporto è organizzato da un'agenzia di turismo, perciò niente pensieri per il tragitto da intrapprendere.
Di buon mattino partiamo da Mendoza per giungere dopo un breve viaggio di 40 minuti in una valle isolata con un aspetto piuttosto desertico, dove ben nascoste sono situate delle terme, denominate le terme di Cacheuta.
Si tratta di un complesso costituito da un hotel con ristorante, dai bagni termali e da un parco acquatico.
Varie opzioni ci vengono presentate per trascorrere la giornata. La nostra scelta?!?!? Indovinate un po'... giornata di relax con SPA ai bagni termali e pranzo incluso nel ristorante dell'hotel.
L'architetura di questo "ben nascosto" luogo ci sorprende. L'hotel è costruito ed arredato rispettando uno stile rustico, il che ci piace molto; i bagni termali sono costituiti da varie piscine e vasche fatte con pietre provenienti dal fiume che scorre lì sotto a veramente due passi, sul fondo della vallata. Quest'ultimo è anch'esso utilizzabile e facilmente accessibile al più temerario ospite delle terme: l'acqua che ci scorre è infatti molto ma molto fredda! Tutto l'insieme descritto risulta quindi molto carino architettonicamente!
Ciò che migliora ancor di più la bellezza di questo posto è tuttavia il paesaggio che lo circonda, la natura, in questo caso proprio il fiume che come già detto, scorre lì proprio sotto le piscine, facendosi spazio tra maestose roccie che maravigliosamente si riflettono in esso come donzelle che ammirano il loro bel viso davanti allo specchio.
Oltre alle magnifiche sensazioni di ralax che ognuno di noi prova quando ci si trova immersi nall'acqua calda, abbiamo potuto assaporare sensazioni di tutt'altro genere, piuttosto inusuali: "spalmarsi" tutto il corpo di fango è stata un'esperienza unica e soprattutto divertentissima! Che sensazione speciale lasciare che il fango ti secchi addosso affinchè le sue proprietà curative possano agire in modo efficacie!
L'ora del pranzo è stata il punto apice di questa giornata all'insegna del benessere: un vasto buffet di prelibatezze degne di un banchetto da casa reale! Di tutto e di più, compresi desserts e vino! La giornata è stata interessante pure dal punto di vista degli incontri di gente gentile e simpatica...
Ed ecco che (come già avevamo previsto prima di partire dalla Svizzera!) quando lo nacessitiamo ci concediamo molto volentieri qualcosina in più in modo da riposarci un po', ricaricando le "batterie" per poi ripartire per altre innumerevoli avventure!



L'incontro con un Condor, o forse no..

Forse no, perchè magari si trattava di un altro rapace, ma continuai e continuo a credere che quello era un Condor, perchè così volevo e perchè altrimenti questo racconto nemmeno esistesse.
In una giornata prevista per fare un po' di trekking ci trovammo in un posto dove l'escursione era una delle ultime attività praticabili sebbene il paesaggio era unicamente costituito da montagne. Nell'attesa del bus che ci avrebbe riportato all'ostello vimmo una traccia di sentiero che percorreva una montagna, partendo dalla base dove ci trovammo.
Decisi di salirvi, di corsa, così da ammazzare il tempo; Gloria rimase giù. A metà cammino una croce posata su di una collinetta segnava una prima tappa, da cui la vista si apriva sulla valle sottostante e, nello sfondo, l'inizio della pianura. Prima di continuare l'ascesa presi il tempo per toglermi qualche vestito e scattare una foto. Il sentiero che portava alla cima era preceduto da una sella di un centinaio di metri piuttosto stretta, sul cui filo passava il cammino. Giunto alla mediana, il mio sguardo si alzò improvvisamente in cielo, richiamato da non seppi che cosa.
Cinque metri più in alto ci stava un Condor, immobile. Il vento contrario lo aiutava in questo suo esercizio. Ci guardammo per un po'.. Incontri particolari fanno perdere la nozione del tempo, quasi come se si fermasse ad aspettare, per non farti perdere quell'occasione unica. Ma in realtà il tempo corre, lento ma inesorabile. Gli occhi gialli, il corpo e le ali neri con sfumature bianche; tutto risaltava dallo sfondo del cielo azzurro.
Mi chiesi cosa starà pensando e perchè si fosse fermato sopra di me. E lui, penserà la stessa cosa? Crebbi si trattasse di un piccolo, per la dimensione non eccessiva ma pure per il fatto che questa sua sosta improvvisa sia stata dettata dalla vista di un essere per lui ancora estraneo, poco noto a quelle altitudini e latitudini. Magari se fosse stato un adulto avrebbe trovato in me un preda da attaccare. Questi e altri pensieri invasero la mia mente in quello spazio temporale poco chiaramente definito. I sogni ti fanno chiudere gli occhi per cercare ed immaginare cose più lontane che non vedi perchè non appaiono ad occhio nudo o ancora non esistono, ma che l'immaginazione riesce a trovare. Durante il nostro incontro non battemmo ciglio; la realtà era lì, a pochi metri, per me e per lui. Quando egli strizzò un occhio fu per salutarmi e in un attimo si allontanò. Feci lo stesso.
Venti minuti più tardi guadagnai di corsa la cima. Durante la discesa i miei pensieri tornarono al rapace. Giunto di ritorno sulla sella aspettai un poco guardando a destra e a sinistra nella speranza di rivederlo, una seconda volta, ma invano.
L'incontro con un Condor è unico. O forse no..



Alta montaña

Il giorno precedente: l'enstusiasmante incontro con Orlando e Julia, una coppia veramente molto simpatica e gentile, durante la visita alla Bodega Lopez (vitivinicola) a Maipu. Proprio loro con molto calore ci invitano a fare un'escursione assieme il giorno seguente: è guarda caso quella che già avevamo in programma!
Sveglia, colazione e preparativi e ritrovo alle 9 per la partenza con l'auto verso l' "Alta montaña".
Man mano che ci allontaniamo dalla città di Mendoza, il paesaggio che ci attornia si rivela immediatamente e sempre di più di una naturalezza e bellezza superba! Più saliamo e ci inoltriamo nelle montagne, tutto diventa ancora più sorprendente: un cielo azzurrissimo senza alcuna "macchia bianca", rocce che esibiscono svariate tonalità di rosso e qua e là qualche chiazza di diverso colore, bianca, nera o grigia. Immaginatevi l'insieme di questi primitivi colori... Una meraviglia per i nostri occhi, occhi ben spalancati ed attivi sempre in cerca di nuove magiche emozioni visive! Orlando e Julia sono due bravissime persone, molto buone, ci hanno dato l'impressione di essere con mamma e papà, entrambe molto interessate a farci conoscere il loro paese e la loro cultura tramite svariati racconti. Un po' di storia dell'Argentina, qualche spiegazione sulle credenze religiose, un po' di indicazioni sulla gastronomia locale, qualche racconto e spiegazione sulle montagne attorno a noi in quel momento, ...
Insieme a loro giungiamo fino al sito storico "Puente del Inca" , al mirador del Parco nazionale dell'Aconcagua e su su fino al Cristo Redentor, una statua di grandi dimensioni situata a 4000 m.s.m. ! E' la prima volta che raggiungiamo questa altitudine in Argentina!
Insomma una giornata trascorsa meravigliosamente, in ottima compagnia ed imparando tante nuove cose, accompagnata da sorsi di Mate e deliziosi biscotti durante il viaggio in auto!
Grazie Orlando, grazie Julia!



Ford Perkin, sogno proibito

Da nord a sud e da est a ovest, l'Argentina è invasa da camionetas, tipico mezzo di trasporto locale composto da una cabina, un cassone e quattro ruote. Con esso trasportano di tutto: persone, alimentari di ogni genere, animali, rifiuti, materiale da costruzione, ecc.
Di camionetas ne esistono di due marche o forse tre, ma il protagonista di questo racconto è un Ford, modello Perkin F100, anno '79 o giù di lì.
Il primo impatto con questo rude veicolo fu duro; il ruggito, l'imponenza, la stazza, la carcassa spesso arrugginita e sgangherata dalle troppe fatiche e non da ultimo l'aspetto, lo fanno sembrare ad un vecchio, stanco leone. Nella giungla cittadina correva da tutti i lati, incutendoci paura e inquietudine, ma tuttavia rispetto; lui è il re. Per molto tempo non ci parlammo, seppure spesso i nostri sguardi si incrociavano, di giorno come di notte. Dopo un po' di tempo capimmo che non era cattivo e pian piano ce lo facemmo pure amico. Pensammo addirittura che sarabbe potuto diventare il nostro compagno di viaggio ideale, capace di trasmetterci forti emozioni.
Nacquero così in noi idee, desideri, sogni. Percorrere strade infinite e desertiche per correre via dalla monotonia delle agenzie, per sentirci in un passato mai vissuto, liberi di correre senza una meta precisa e in posti sconosciuti, ma di poter scoprire le terre del nord argentino. Ci lasciammo per un attimo trasportare da questi pensieri e dal nostro amico in un mondo immaginario, senza confini. Per attimi ci sentimmo a bordo, seduti su di una panca imbottita e comoda, dietro di una tipica plancia, trotterellando su strade sconnesse, con in sottofondo musiche diverse e un rombo costante, quello del nostro amico. Alle nostre spalle una scia di polvere segnava il nostro passaggio... Dovevamo comperarlo, per vivere esperienze e avventure uniche, altrimenti sconosciute. Per emulare scene da film.
Ma la burocrazia ci fu contro. Troppe attese, troppe incongnite, troppe spese, troppi incarti per noi, venuti da un altro paese; un amico non si compra così facilmente.
E poi, dove e come l'avremmo lasciato una volta esserci allontati da questo paese? E a chi?
Lentamente ci lasciammo allontanare queste idee per ritornare alla realtà e continuare a sognanre. Sogni proibiti.

3 commentaires:

  1. Belli e interessanti i vostri commenti , a volte ci sembra di leggere certi racconti di Mauro Corona . Le terme ... approfittatene perché le nostre non sono ancora pronte . Grazie per tutta la bella documentazione che ci trasmettete e vi auguriamo ancora tante belle avventure e buon viaggio . Cari saluti Donata .

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  2. Sono sempre più convinta che i vostri stupendi racconti potrebbero diventare un libro! Sono dei racconti pieni d'emozioni che ti fanno sognare ed immaginare ogni vostra parola...Grazie che ci rendete partecipi di questa vostra avventura! Aspettiamo con ansia il prossimo racconto!!! Ci siamo proprio appassionati di questo libro a puntate ;-)
    Jenny e Ale

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  3. Bei racconti, mi e' soprattutto piaciuto il primo...eh si', Corona ha lasciato il segno:-)

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