Lasciamo Mendoza un po' delusi da quanto questa città ci ha dato (escursioni a parte), ma forse le aspettative erano troppo alte.
Pensavamo, per sentito dire, a qualcosa di più mediterraneo, non solo nel clima ma anche nel carattere e l'atmosfera della cittadina vera e propria, ma niente o poco di tutto cio'. I terremoti del '44 e del '77 hanno spazzato via quanto di buono e bello in anni e anni fu costruito, e oggigiorno non esiste un vero centro, anima storica di un paese. Tutto, si direbbe sia stato ricostruito in fretta e furia, rispettando poche regole, ma questo discorso, più che per Mendoza, andrebbe fatto per altre cittadine incontrate più tardi durante il viaggio.
L'unica cosa preservata nel tempo senza aver subito gli effeti della natura ribelle è la tradizione del vino. Lui, da queste parti più che altrove, è sacro e Dio sembra aver voluto costudire questa ricchezza, vera e propria istituzione da queste parti.
Malbec, Cabernet, Pinot Noir, Merlot, Syrah, sono solo alcune tra le varietà di vite prodotte ed elaborate nella provincia.
Lunedì 23 maggio un bus ci porta a San Juan, dove decidiamo di sostare una notte.
Pernottiamo in un ostello piuttosto accogliente dove troviamo buona intesa con una coppia di francesi e una di argentini, i primi in viaggio come noi, i secondi lì per lavoro.
Il giorno seguente ci trasferiamo a San Agustìn del Valle Fértil, base ideale per raggiungere facilmente i due già citati parchi (Ischigualasto e Talampaya). Tra deserti e aride praterie l'uomo ha qua trovato terra fertile (come dice il nome), dove la natura lo sostenta e gli da da mangiare. La vicinanza con i due siti di importanza mondiale ha inoltre fatto di questo paesino una meta turistica.
Malgrado cio' il carattere di San Agustìn è rimasto intatto nel tempo, e questo lo si vede nelle osterie, nei pochi negozi e in piazza. E nella gente; i turisti risaltano subito e facilmente. Fuori dal paese vi è pure un laghetto artificiale, dove i pescatori del posto si ritrovano di giorno. Di notte ci vanno i giovani del paese, a coppie generalmente, lontani e nascosti dai focolari familiari... Chi lì ci nasce, lì ci muore, così che la scelta del proprio partner la si fa tra le mura di casa, o quasi.
Il 25 maggio, anniversario argentino nazionale, c'è festa in piazza. Lo stesso giorno apprendiamo da una coppia argentina sulla sessantina (simpatica e con spirito giovanile) conosciuta lì per caso, i lati più negativi e meno conosciuti di questa patria.
Tre giorni dopo ripartiamo per il nord, in bus, passando da La Rioja, Catamarca, Tucuman e General Guemes; un paese più brutto dell'altro. Per distrarci ci mettono due film, drammatici... Tra Tucuman e General Guemes un incidente rallenta il nostro avanzare. Accostiamo lentamente il fattaccio ma io non guardo. Gloria sì e mi racconta, ma cerco di non ascoltare.
Di notte, dopo una brutta giornata giungiamo infine nella "capitale" del nord; Salta, la linda.
Ciao , tutto il mondo é paese . Per fortuna ci sono anche posti poco attraenti , altrimenti non tornereste più a casa !!!! Buon viaggio Donata .
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